La mia formazione in psicologia è iniziata all'Università degli Studi di Genova,
dove ho conseguito la laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche nel Novembre 2013.
Mi sono poi trasferita a Torino, interessata ad approfondire gli aspetti neurobiologici e di ricerca, conseguendo la Laurea Magistrale in Scienze della mente nel Novembre 2015.
Durante gli anni dell'università ho lavorato principalmente nell'ambito delle disabilità, tra Torino e Genova, come educatrice e affidataria diurna.
Per tutto il 2015 ho svolto il tirocinio professionalizzante presso l'Asl To5, Servizio di psicologia dell'età evolutiva, Nichelino, dove è nato il mio interesse per la clinica, che non si è più spento.
In quell'anno ho iniziato anche la mia psicoterapia personale, a orientamento psicoanalitico relazionale, durata otto anni.
Ho conseguito l'abilitazione alla professione di Psicologo nel Giugno 2016, e dal 2017 sono iscritta all'Ordine degli Psicologi del Piemonte, sez. A, n° 8232.
Ho scelto di specializzarmi in psicoterapia dell'adulto a orientamento psicoanalitico
presso la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica SPP - sede di Torino.
Ho iniziato la pratica clinica presso l'Asl To 5, Servizio di Psicologia, dove dal 2017 mi sono occupata di sostegno alla genitorialità e psicoterapia con adulti e giovani adulti.
Nel 2018 con le colleghe di L'emozione di viverci abbiamo dato avvio a Neomamme in girotondo, un gruppo di condivisione e confronto rivolto alle mamme con bimbi tra 0 e 12 mesi.
Svolgo attività privata dal 2020 a Torino e ad Avigliana, dove mi sono trasferita nel 2023.
Che cosa significa orientamento psicoanalitico?
L'orientamento psicoanalitico è l'approccio psicoterapeutico psicodinamico più longevo tra quelli esistenti. Avrete forse sentito parlare di Sigmund Freud, colui che l'ha teorizzato; dai primi anni del XX° la psicoanalisi ha fatto molta strada, modificandosi costantemente per integrare i risultati delle varie ricerche sulla mente umana, ma si ritiene tutt'oggi che alcune delle intuizioni originarie siano fondamentali: l'importanza delle esperienze passate nel determinare le scelte e le caratteristiche personali di ciascuno. La concezione di una mente dinamica, che si muove tra aspetti consci e inconsci - emozioni e pensieri inconsapevoli che possono talvolta guidare le nostre azioni - tra cui capita di sentirsi in conflitto. L'idea di curare la sofferenza, anche quella manifestata a livello fisico, attraverso la parola; parlando e ragionando insieme si cerca di portare nuova luce su ricordi, emozioni, pensieri che restano in ombra, collegandoli a quelli di cui si è già consapevoli, creando un insieme armonioso e più completo.
Ho scelto questo come orientamento alla psicoterapia poiché credo sia quello che più permette di approcciarsi alla mente con attenzione e curiosità sempre nuovi, valorizzando le peculiarità di ciascuno ma tenendo allo stesso tempo una salda presa sulla scientificità e sulla tecnica.
"La psicoanalisi non è una pratica scientista, anche se si avvale della ricerca empirica per costruire le proprie fondamenta.[...] Anche se si accumulano trial controllati randomizzati sull’efficacia della psicoterapia analitica e delle sue forme e diramazioni nella cura di vari disturbi, la psicoanalisi contemporanea è una psicoterapia della complessità e pertanto non è possibile pensarla come un protocollo x per un disturbo y.
[...]
Nella psicoanalisi relazionale questo è tenuto sempre in conto: ogni incontro terapeutico è un incontro tra uno specifico analista con il suo passato e il suo punto di vista sul mondo e un paziente con il proprio.
[...]
Non credo che un paziente vada in terapia per curare il suo disturbo o per cercare una terapia che funzioni. Un paziente va in terapia per sentirsi meglio, e in genere perché un paziente si senta meglio, deve trovare un terapeuta che sia capace di comprendere il modo in cui soffre."
Giuseppe Magistrale, La psicoanalisi: terapia empiricamente supportata, ma non scientista
Il lavoro svolto con questo approccio consiste nel dare nuovi significati agli accadimenti di vita, ai sintomi, alle situazioni di sofferenza, attraverso lo sviluppo di connessioni tra relazioni interpersonali, eventi, emozioni, riflessioni, ricordi, aspettative e speranze.
In quest'ottica, e alla luce delle ricerche più recenti, è la relazione che si instaura all'interno della cornice psicoterapeutica che potenzia la capacità di creare nuove connessioni e nuovi significati alla nostra vita; così la relazione e il ragionamento "a due" diventano gli strumenti, il mezzo principale attraverso cui svolgere il lavoro terapeutico.
"Tutto quello che è davvero curativo che ci trasforma nel profondo avviene attraverso l'instaurarsi di una relazione reale e completa con un altro individuo."
Gherardo Amadei (2011) Una Lonely Planet per il clinico relazionale,
in La svolta relazionale, Raffaello Cortina Editore, Milano